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Pesca

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Fonte: Articolo pubblicato da Valsoia
Proprietà nutrizionali:

Le pesche sono tra i frutti meno zuccherini (5,8%) ed energetici (25 calorie x 100 g). Forniscono potassio, fluoro e fibre solubili utili per rallentare l'assorbimento di grassi e zuccheri. La varietà gialla, inoltre, è ricca di betacarotene. La buccia vellutata va lavata con particolare cura perché raccoglie la polvere. Il loro consumo favorisce la digestione e facilita l'azione lassativa. Indicate in caso di calcoli e malattie del fegato, le pesche sono ottime stimolanti per l'attività dei reni e dell'intestino, in quanto favoriscono la digestione. Le foglie, i fiori e la mandorla del nocciolo contengono una sostanza chimica che libera acido cianidrico, pertanto non si devono mai mangiare. I medici prescrivono tuttavia ai bambini, come sedativo e lassativo, uno sciroppo di fiori di pesco, in dosi sempre controllatissime.

Consigli:

Prima di acquistarle controllare che al tatto risultino sode ma non troppo, altrimenti significa che il frutto è acerbo. Devono inoltre essere intatte e prive di ammaccature o parti molli.
Le pesche mature vanno consumate subito, altrimenti possono essere conservate in frigorifero al massimo per tre o quattro giorni. I frutti non ancora maturi possono invece essere conservati anche per due settimane. In ogni caso la pesca va consumata a temperatura ambiente; è anche importante lavarla sempre prima di mangiarla, perché la peluria esterna potrebbe trattenere sostanze nocive.

Varietà:

Le pesche si dividono in a polpa gialla e a polpa bianca. Le prime sono reperibili da maggio a settembre (Elegant Lady, Fayette, Flavorcrest, Glohaven, Maycrest, O'Henry, Redhaven, Spring Lady, Springbelle, Springcrest, Suncrest), le seconde da giugno a settembre (Duchessa d'Este, Iris Rosso, K2, Maria Bianca, Maria Delizia, Michelini, Paola Cavicchi). Tutte sono comunque riconducibili a 3 gruppi: pesche comuni, pesche nettarine e percoche. Le pesche comuni (per intenderci, quelle col "pelo") sono a pasta bianca o gialla, buccia vellutata dai colori che vanno dal giallo-rosa al rosso cupo. Le nettarine sono sode ed hanno la buccia priva della caratteristica peluria. Le percoche sono destinate soprattutto all'industria conserviera per la loro consistenza molto soda.

Storia:

Il paese d'origine del pesco è la Cina, dove l'albero era considerato simbolo d'immortalità, di rinnovamento, di giovinezza, di amore fugace. Dall'oriente la pianta viaggiò al seguito di carovane fino in Persia dove ricevette il suo nome botanico, prunus persica. Da lì grazie alle conquiste di Alessandro Magno si diffuse nel bacino del mediterraneo. In Egitto la pesca era sacra ad Arpocrate, dio del silenzio e dell'infanzia. Da qui l'usanza di paragonare le guance dei bambini alle pesche, sinonimo anche di pelle vellutata. A Roma il frutto arrivò nel I° sec. d.C. In seguito, ai tempi del Re Sole sulle tavole francesi se ne contavano ben 33 varietà, una in particolare era denominata "seno di Venere".

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