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Pera

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Fonte: Articolo pubblicato da Valsoia
Proprietà nutrizionali:

Le pere contengono una buona quantità di zuccheri semplici (fruttosio di rapida assimilazione), pectine, tannino, sali minerali, acido malico e citrico, oltre che composti fenolici ad azione antiossidante. Inoltre una sola pera assicura il 16% delle fibre di cui il corpo necessita ogni giorno, ed il 10% della vitamina C. Di grande digeribilità, la pera svolge un'azione diuretica, rinfrescante e lassativa ed è particolarmente indicata nell'alimentazione di giovani ed anziani.

Consigli:

Prima di acquistarla controllare che il frutto sia intatto, privo di ammaccature e con la buccia asciutta; al tempo stesso la polpa deve essere morbida al tatto e il picciolo deve essere ben attaccato. Le pere possono essere conservate per una settimana in frigorifero.
Se acerbe vanno conservate a temperatura ambiente per permettere loro una naturale maturazione. Una curiosità: le pere hanno la strana caratteristica di non cambiare colore quando maturano. Per capire allora quando è arrivato il momento di consumarle basta premere leggermente il pollice contro la polpa: se è morbida, la pera è pronta da gustare.
Oltre al tradizionale consumo fresco, la pera viene utilizzata per produrre succhi, sciroppi, confetture, bevande fermentate ed alcoliche; in cucina trova largo impiego come ingrediente per dolci, macedonie e pietanze.

Varietà:

Attualmente le varietà coltivate sono oltre cinquemila, soprattutto in Cina e in Europa (Francia, Germania, Italia, Spagna). Le pere sono disponibili tutto l'anno, con varietà diverse, da quelle estive come la William (selezionata in Inghilterra alla fine del Settecento), la Coscia, la Guyot (succosa e zuccherina), la Santa Maria, la Max Red Bartlett (William rossa, molto profumata), a quelle autunnali, come l'Abate Fetel (una delle preferite dai consumatori), la Decana del Comizio (grossa e tondeggiante, particolarmente adatta alla cottura), la Conference (dolce e succosa), la Kaiser.

Storia:

Il pero, dai fiori bianchi o leggermente rosati, era già conosciuto dai popoli preistorici dell'Europa. In seguito anche Greci (è ricordato da Omero), Etruschi e Romani lo coltivarono e questi ultimi, dopo averlo innestato quasi esclusivamente sui cotogni, impararono a preparare con il suo frutto ottime conserve e bevande. All'epoca di Plinio, nell'impero Romano si elencavano più di trenta varietà di pere. Secondo una leggenda, Polifemo per fare colpo sulla bella ninfa Galatea, pensò di enumerare le sue ricchezze.
Terreni, boschi, spiagge, greggi, ma il ciclope esaltò particolarmente un frutteto di pere eccellenti: le "Coscia". Durante il Medio Evo questo frutto perse la sua popolarità, riconquistata a partire dal diciottesimo secolo.

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