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Melone

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Fonte: Articolo pubblicato da Valsoia
Proprietà nutrizionali:

Il melone fornisce pochissime calorie: solo 20 per fetta, infatti è acquosissimo (90%). Però contiene betacarotene e vitamina C che con la loro azione antiossidante e protettiva sia sul collagene sia sulle funzioni degli epiteli, lo rendono un grande amico della pelle. E' fonte anche di vitamine del gruppo B, di sodio, ma soprattutto di potassio (333 mg per 100 g). E' ottimo abbinato al prosciutto crudo che, ricco di sodio, aiuta a riequilibrare le riserve idriche dell'organismo, impoverite quando si suda per il caldo. Per renderlo più digeribile, specie se è poco maturo, si consiglia di mangiarne piccole quantità per volta, masticando con calma. Leggermente lassativo e rinfrescante, è adatto a chi soffre di anemia data la presenza del ferro e ai diabetici perchè il contenuto dello zucchero, rispetto all'acqua, non è eccessivo.

Consigli:

Prima di acquistarlo percuotere il frutto con le nocche e accertarsi che non emetta nessun suono. Premere i due estremi del melone e verificare che non sia troppo duro, ma neanche eccessivamente molle. La buccia deve essere intatta, priva di ammaccature o macchie scure e deve emanare un profumo intenso derivante dalla polpa. Non dimenticare, infine, che il melone più gustoso è quello maschio, che ha un punto nero nella parte opposta rispetto al picciolo. Il melone si conserva in frigorifero, per 2-3 giorni, separato dal resto degli alimenti a causa della polpa che emana un aroma forte.

Varietà:

Vi sono due tipi di meloni: quelli estivi e quelli invernali. I meloni estivi si dividono in due tipi: il Cantalupo, con buccia liscia, divisa a spicchi e polpa gialla e gustosa; il Retato, con buccia ricoperta da un intreccio di linee e la polpa di colore giallo-arancio, che risulta essere molto dolce e aromatica. I meloni invernali comprendono l'invernale giallo e l'invernale verde, entrambi a polpa chiara e piuttosto saporita.

Storia:

Il melone è un'Angiosperma (Cucumis melo) della famiglia delle Cucurbitacee e dell'ordine delle Cucurbitali. Forse originario dell'Asia (i cinesi ne usano le virtù terapeutiche), secondo altre fonti è di origine africana. In Italia fu introdotto in età cristiana, come testimoniano alcuni dipinti di Ercolano. Plinio definisce i meloni popones, facendoci sapere che l'imperatore Tiberio ne era ghiottissimo; per Columella erano i melones. I due termini sono rimasti in uso: il primo è più usato nell'Italia meridionale, mentre il secondo al nord. In Europa il melone si diffuse più tardi (fu Carlo VIII a introdurlo in Francia) e dopo il XV sec. arrivò anche nel nord fino alla Svezia.

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