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Asparago

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Fonte: Articolo pubblicato da Valsoia
Proprietà nutrizionali:

L'asparago ha un alto contenuto di potassio, utile al cuore ed ai muscoli, e svolge un'elevata azione diuretica dovuta alla presenza di purine ed acido urico (l'odore penetrante è dato, invece, dall'asparagina). Questo lo rende raccomandabile a chi soffre di pressione alta ed ha problemi di cellulite, ed assolutamente vietato a chi soffre di cistiti frequenti e di calcoli renali. 
Il germoglio dell'asparago coltivato (turione) si consuma giovane e contiene un gran numero di sostanze: vitamine A, B, B2, aminoacidi, numerosi oligoelementi, ecc.

Varietà:

L'asparago (Asparagus officinalis) è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Liliacee, con un rizoma che cresce sotto terra; proprio dal rizoma spuntano le parti commestibili di questo ortaggio, i turioni, che vanno raccolti prima che crescano trasformandosi in steli. In commercio se ne trovano diverse varietà, le più conosciute sono: l'asparago di Bassano e di Cesena caratterizzati da turioni bianchi; i Mary Washington caratterizzati da turioni verdi; gliArgenteuil e i Napoletani, caratterizzati da turioni violetti.

Storia:

L'asparago è una pianta originaria dell'Asia, utilizzata per la prima volta nell'area mediterranea dagli Egizi. Nei secoli successivi viene citato nelle opere naturalistiche dello studioso greco Teofrasto, quindi da Catone e poi da Plinio, che ne descrisse accuratamente anche il metodo di coltivazione, oltre agli usi alimentari, nella sua Naturalis Historia. I Romani, che lo dedicarono a Venere, lo battezzarono asparagus e lo apprezzarono molto: Giovenale, un illustre letterato, ci ha lasciato la descrizione di un suo pasto (il menù comprendeva "un capretto bello grasso ... qualche asparago di montagna, uova belle grosse"); Svetonio, nel narrare una certa azione compiuta da Augusto, scrisse che c'era voluto meno tempo di quanto ne servisse per lessare gli asparagi ("citius quam asparagi coquantur"); Catone il Censore fornì una serie d'istruzioni per la loro coltivazione; infine, Marziale, elogiò gli asparagi di polpa tenerissima del litorale di Ravenna. Più tardi in Francia, alla coltivazione degli asparagi contribuirono i botanici del Re Sole che, ghiottissimo, pretendeva di averne tutto l'anno. Accenni ad una coltivazione vera e propria dell'asparago si trovano però, solo verso il '600.

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