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Albicocca

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Fonte: Articolo pubblicato da Valsoia
Proprietà nutrizionali:

Questo frutto dal color giallo arancio intenso è una vera e propria miniera dipotassio e soprattutto di betacarotene, importante antiossidante dall'azione anti-radicali liberi; lo conferma il fatto di essere indicata in tutte le diete legate a carenza di vitamina A. Il suo consumo è consigliato prima di esporsi al sole e per proteggere la pelle e gli occhi. Per il resto, l'albicocca è più ricca di minerali che di vitamine: potassiocalciofosforoferromagnesio e altrioligoelementi. Ai suoi zuccheri, specie al sorbitolo, deve la leggera proprietà lassativa. L'olio ottenuto dai suoi semi, racchiusi nel nocciolo, è molto efficace sia per il trattamento delle smagliature che delle rughe. Particolarmente digeribili, le albicocche possono essere consumate fresche, secche, sciroppate e anche sotto forma di succo.

Consigli:

 Prima di acquistarli fare attenzione al colore che deve risultare brillante e soprattutto uniforme, il frutto non deve presentare parti ammaccate o parti bianche indice della presenza di muffe, deve essere profumato e deve avere il picciolo e le foglie, indice di una raccolta recente. Gli agrumi si possono conservare a temperatura ambiente per 2-3 giorni; dopo è meglio metterli in un luogo fresco in recipienti tipo cassette di legno dove si possono mantenere fino a 30 giorni. In frigorifero è meglio riporli nella parte meno fredda, ma tendono a seccarsi. Per evitare che la buccia si ammacchi ed intacchi anche la polpa, non ammassarli tutti insieme. Una curiosità: il succo delle arance è molto utile in cucina per sgrassare ed aromatizzare volatili, carne di maiale e pesci bianchi.

Varietà:

Le più conosciute sono: la Cafona; la Boccuccia; la Reale d'Imola; la Precoce Cremonini.

Storia:

L'albicocco, conosciuto e coltivato in Cina sin dal 3.000 avanti Cristo, fu diffuso in Europa (prima in Italia e poi in Grecia) e in tutto il bacino del Mediterraneo, all'inizio dell'era cristiana, dai Romani dopo la conquista dell'Armenia. In questa terra era stata chiamata Armeniacum malum, mela d'Armenia. Attorno al X secolo la sua coltivazione fu introdotta dagli Arabi nella Francia meridionale, mentre in America arrivò soltanto dopo il 1700.

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